Dal 3 a 12 luglio a Perugia (Arena Santa Giuliana) l’edizione 2026 di Umbria Jazz con Sting, Beat e Perigeo, Jon Batiste, Charles Lloyd, Laurie Anderson e Kingfish, Snarky Puppy & Metropole Orkest, Stefano Bollani All Stars, Gilberto Gil & Gilsons, Zucchero ed Elvis Costello & The Imposters con Charlie Sexton.

La 53° edizione di Umbria Jazz a Perugia (dal 3 al 12 luglio 2026) celebra il genio di Dario Fo nel centenario della nascita, rendendo omaggio a una delle figure più originali e influenti della cultura italiana del Novecento. La Danza degli Zanni, realizzato nel 2013 e gentilmente concesso dalla Fondazione Fo Rame, è il manifesto dell’edizione 2026: non è soltanto un’opera pittorica, è quasi uno spartito visivo della ricerca teatrale di Dario Fo, una scena dipinta in cui immagini e ritmo sembrano muoversi come in una rappresentazione.

Venerdì 3 luglio con il virtuoso chitarrista nonché collaboratore di lunga data Dominic Miller e il dinamico batterista Chris Maas (Mumford & Sons, Maggie Rogers), i fan avranno l’opportunità di vedere Sting esibirsi con i successi intramontabili e le perle della sua discografia in trio con il progetto “Sting 3.0”.

Il 4 luglio il palco dell’Arena Santa Giuliana dedicato alla musica prog con Beat e Perigeo. BEAT è una super band creata da due ex membri dei King Crimson, Adrian Belew e Tony Levin, dal virtuoso della chitarra Steve Vai e dall’esplosivo batterista dei Tool Danny Carey. Mission del quartetto è dar vita alla rilettura originale e creativa di tre iconici album dei King Crimson, i soli prodotti negli anni ’80, “Discipline”, “Beat” e “Three Of A Perfect Pair”. La formazione è la stessa della line up di allora: due chitarre (Robert Fripp e lo stesso Belew), un basso (Tony Levin) e la batteria, allora suonata da Bill Bruford. Bentornato Perigeo, marchio glorioso del jazz elettrico italiano, che sale sul palco a 55 anni dalla sua nascita. E sarà, a detta di Giovanni Tommaso, l’ultima volta. I cinque del Perigeo, a partire dal fondatore, Giovanni Tommaso, avevano solide radici nel jazz acustico, nelle sue varie declinazioni, ma seppero cogliere con lungimiranza e sensibilità il passaggio verso le “new directions” che Miles aveva indicato a cavallo fra i ‘60 e i ‘70, e riuscirono a conquistarsi una popolarità internazionale. Il quintetto che torna ancora una volta a Umbria Jazz comprende, oltre a Tommaso, Tony Sidney, Bruno Biriaco, Claudio Fasoli e Claudio Filippini, che nelle uscite più recenti ha sostituito il membro originario Franco D’Andrea. Ma per questa occasione unica, più che speciale, tornerà anche lo stesso D’Andrea, più altri musicisti che di recente si sono aggiunti alla storica line up. Sarà un Perigeo “allargato” per la sua ultima uscita pubblica.

Vincitore di numerosi Grammy e di un Premio Oscar, Jon Batiste sarà protagonista in esclusiva italiana a Umbria Jazz domenica 5 luglio 2026, all’Arena Santa Giuliana. Nel 2024 ha pubblicato l’album “Beethoven Blues” (Verve Records / Interscope), che ha debuttato al numero 1 della classifica Billboard Classical Albums, segnando il miglior risultato di vendita della sua carriera e confermando ancora una volta la sua attitudine a reinterpretare la tradizione musicale con uno sguardo contemporaneo, libero e inclusivo. Gospel-soul a conduzione familiare, proveniente da West Point, Mississippi, guidato da Annie Caldwell, voce principale, e dal marito Willie Joe Caldwell Sr., chitarrista, The Annie and the Caldwells (opening della serata) è interamente composto da membri della famiglia Caldwell, e ha attirato l’attenzione internazionale grazie all’album d’esordio uscito nel 2025 “Can’t Lose My Soul”, nel quale convive un potente mix di gospel, disco soul e blues.

Lunedì 6 luglio Charles Lloyd, Terence Blanchard e Ravi Coltrane con il tributo a Miles Davis e John Coltrane. Charles Lloyd è forse il più carismatico dei jazzmen viventi, e tra le tante formazioni cui ha dato vita negli ultimi anni il quartetto, con Gerald Clayton, Harish Raghavan e Kweku Sumbry, resta la più classica e nello stesso tempo la più suggestiva. Terence Blanchard e Ravi Coltrane (il secondo figlio del grande sassofonista e di Alice), accompagnati da un quartetto di livello assoluto, hanno unito storie e talento per rendere omaggio a due icone visionarie che hanno fatto della esasperata creatività e della esplorazione di territori inediti l’essenza del proprio modo di fare musica.

Martedì 7 luglio Laurie Anderson e Christone “Kingfish” Ingram. Laurie Anderson e Sexmob possono regalare una delle più intriganti esperienze di ascolto/visione, di quelle capaci di stimolare emozioni forti. Tra le figure più rappresentative e rispettate dell’avanguardia artistica contemporanea, Laurie Anderson è un’icona senza confronti. Nel suo lavoro, sempre in equilibrio tra naturalezza e costante ricerca di innovazione, si sovrappongono e si fondono musica, parole, immagini, visual art, performance multimediali, cinema, danza, tecnologia. Come musicista, ha inventato un mix unico di minimalismo, avant rock, Ambient, jazz, avanguardia classica postmoderna. Anderson insomma è da decenni una figura simbolo della libertà della performer che non riconosce steccati e si muove senza porsi alcun limite tra i territori trasversali dell’atto creativo. Con soli quattro album all’attivo, il penultimo dei quali dal vivo a Londra, e qualche eclatante live performance, questo cantante / chitarrista originario di Clarksdale, Mississippi, ha conquistato legioni di fan. Sono stati anzi in molti quelli che hanno pensato fin dal suo apparire sulla scena americana che Kingfish fosse il futuro del blues. Kingfish è il soprannome di Christone Ingram, un ragazzone del sud degli Stati Uniti che ha letteralmente aggredito la scena del blues con un esordio che non si vedeva da tempo.

Snarky Puppy & Metropole Orkest a UJ l’8 luglio per l’unica data italiana. Gli Snarky Puppy sono un collettivo di talenti forte di 25 musicisti che ruotano, non si identifica in una ortodossa jazz band, né in un gruppo fusion, tanto meno in una jam band. Alla maestria strumentale dei singoli si somma la abilità a funzionare come ensemble e le capacità compositive di Michael League. La Metropole Orkest è unica nel suo genere. Nessuna altra orchestra stabile riesce, tanto meno a questi livelli, a interpretare una fusione di jazz, musica classica e popolare in una dimensione sinfonica da grande ensemble. Fondata nel 1945 e guidata da direttori come Vince Mendoza e adesso Jules Buckley, ha avuto di volta in volta ospiti che vanno da Ella Fitzgerald a Brian Eno, da Dizzy Gillespie a Jacob Collier, da Pablo Ziegler (il pianista di Astor Piazzolla) a Robbie Williams, da Bono a Pat Metheny.

Paolo Fresu a Umbria Jazz con “Kind of Miles” il 4 luglio al Teatro Morlacchi e il progetto “Tutta Vita Live” di Valentina Cenni e Stefano Bollani il 9 luglio all’Arena Santa Giuliana. La piece teatrale vive dell’incrocio tra la recitazione di Fresu, i brani musicali originali, suonati con fidati e abituali partner come Bebo Ferra (chitarra elettrica) Christian Meyer (batteria), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes) Federico Malaman (basso elettrico), Filippo Vignato (trombone, multieffetti, synth), Marco Bardoscia (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria), e le parti video. Tutta Vita Live è nato da un’idea di Valentina Cenni che con Stefano Bollani ha riunito lo stesso Paolo Fresu, Enrico Rava, Daniele Sepe, Ares Tavolazzi, Antonello Salis, Roberto Gatto, Christian Mascetta, Matteo Mancuso e Frida Bollani Magoni senza altro obiettivo che quello di fare musica insieme, condividono giorni e notti di musica, giochi, intuizioni, risate, silenzi. La cinepresa di Valentina li segue da vicino, con rispetto e curiosità, per cogliere il momento in cui la musica nasce. Da questo tempo sospeso nascono due cose: il disco “Tutta Vita Live”, prodotto da Alobar e distribuito da Ponderosa, e il film “Tutta Vita”, che ha debuttato nel novembre 2025 alla Festa del cinema di Roma. Nella serata-evento Tutta Vita Live, sullo schermo, il pubblico entra nella casa dei musicisti. Assiste ai dialoghi, alle prove, alle improvvisazioni, ai momenti di gioco che hanno dato origine alla musica. Subito dopo, gli stessi dieci musicisti salgono sul palco e quello che si è visto nascere nel film prende corpo dal vivo in un unico flusso. Lo spettatore attraversa prima il processo creativo e poi il suo compimento.

Gilberto Gil e Gilsons a UJ il 10 luglio, Arena Santa Giuliana. Gilberto Gil non è soltanto un mito della Musica Popolare Brasiliana, che ha contribuito a portare a livelli artistici di assoluta eccellenza, ma una leggenda della musica del mondo. Un dono speciale che ha Gil è di saper trasformare in musica gli aspetti della vita quotidiana, dalla politica alla famiglia. Nuova band ma antiche tradizioni. Gilsons è un trio nato nel 2018 e composto da José Gil, Francisco Gil e João Gil, rispettivamente figlio e nipoti di Gilberto Gil. Sono, insomma, le due generazioni successive al grande musicista baiano, che ne raccolgono l’eredità ma con una forte connotazione di originalità. La voce inconfondibile e unica di Zucchero, il suo repertorio ricco di brani che emozionano e scatenano da sempre fan da ogni angolo del mondo, la band straordinaria che ha da sempre composta da grandissimi professionisti internazionali e la sua carica esplosiva saranno a Perugia l’11 luglio, all’Arena Santa Giuliana, con il tour “Overdose d’Amore”, regalando ancora una volta un’overdose di musica tutta suonata dal vivo e di pura energia. Con lui sul palco, a suonare i suoi più grandi successi, la fedele super band composta da Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano and synth), Mario Schilirò (guitars), Adriano Molinari (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns), Carlos Minoso (horns) e Oma Jali (backing vocals).

Serata finale di Umbria Jazz all’Arena santa Giuliana il 12 luglio con Elvis Costello & The Imposters with Charlie Sexton, Judith Owen opening act, unica data italiana. Uno scrittore di canzoni tra i più prolifici e di talento, il londinese Elvis Costello, all’anagrafe Declan McManus, apparso sulla scena del pop e del pub rock quando in Inghilterra nasceva la tumultuosa stagione del punk e della New Wave. Il nome d’arte che si era scelto, in omaggio al re del rock ‘n’ roll, e quel look in cui molti videro una forte somiglianza con Buddy Holly, facevano pensare ad uno sguardo rivolto all’indietro, verso atmosfere americane anni 50. In realtà Costello aveva un modo tutto suo di stare ben dentro la contemporaneità. “Il cantante/cantautore più intelligente e cattivo della prima ondata di punk britannico degli anni ’70”, lo ha definito Stephen Thomas Erlewine. Narratrice e attrice ma soprattutto cantante e songwriter, Judith Owen abbraccia una multiforme varietà di stili come teatro musicale, jazz, pop song, rock, classica. Più che focalizzarsi sui dei singoli generi, cerca di realizzare una sintesi delle sue diverse ispirazioni fino a produrre una identità originale che la distingue sulla affollata scena artistica londinese. Il suo ultimo album dal vivo, “Comes Alive”, segue la scia dell’enorme successo di “Come On & Get It” (oltre 2,6 milioni di stream di album e più di un milione di visualizzazioni su YouTube). “Judith Owen Comes Alive” presenta 16 tracce registrate dal vivo durante una residenza di una settimana a Berna. Si celebrano qui donne che hanno fatto da pioniere ma poi dimenticate dal mondo del jazz. Artiste come Julia Lee, Blosson Dearie, Nellie Lutcher.

Da segnalare anche i concerti ai Giardini Carducci dal 3 al 12 luglio (gratuiti e all’aperto):

E i concerti in Piazza IV Novembre dal 3 al 12 luglio (sempre gratuiti e all’aperto):

Info: www.umbriajazz.it