Björk e l’inedito Nerve Bloom, in attesa nel 2027 del suo prossimo album

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Durante l’inaugurazione della mostra Echolalia (rimasta aperta fino al 20 Settembre 2026 alla Galleria Nazionale d’Islanda di Reykjavík), i fans hanno potuto ascoltare quello che in sostanza è ancora un demo. Sotto la direzione creativa di Björk, i visual antropomorfi e mitologici sono nati dalla collaborazione con la pittrice polacca Natalia Kleszczewska (autrice delle creature e degli sfondi dipinti a mano) e con la regista digitale svedese Natalie Liu, che ha curato l’animazione e la modellazione 3D. La produzione del filmato è stata supportata dalla casa di moda Bottega Veneta e l’artista islandese ha raccontato alla stampa .. Il mio ruolo è stato quello di direttrice creativa, richiamando la tradizione cantautorale, dove elementi emotivamente precisi si sviluppano all’interno della struttura di una canzone. Ho guidato la scelta delle palette di colori, delle texture e degli ambienti in cui si sviluppa la musica ..

L’esposizione riuniva tre grandi sue installazioni audiovisive: due sono rielaborazioni di composizioni tratte da Fossora, il disco pubblicato nel 2022, mentre la terza offre un primo sguardo al materiale del futuro album. Per venire incontro alle esigenze di Bjork, un gran lavoro l’ha svolto Natalia Kleszczewska: infatti ha dovuto dipingere forme e dimensioni diverse, texture e strati di colore differenti: su di questi, ha poi sviluppato gli elementi visivi, progettando e supervisionando gli effetti CGI e solo così si è potuto integrare organicamente il digitale ed ogni altra componente creativa.

Chi ha ascoltato l’anteprima ha descritto le sonorità del brano Nerve Bloom come una fusione tra le atmosfere intime ed elettroniche di Vespertine e gli arrangiamenti d’avanguardia di Homogenic. Fedele alla sua filosofia artistica, Björk ha definito il progetto un esempio di simbolismo sonico, strutturato attorno a un avatar animato che funge da archetipo junghiano. A chi domandava dell’ apporto della AI, a differenza di quanto si potesse ipotizzare dall’estetica digitale, l’opera visiva a supporto della traccia non fa uso di intelligenza artificiale ed è stata realizzata in circa sette mesi di lavoro unendo pittura analogica e computer grafica tridimensionale.